"GUIDARE LA LMP3 DOPO UNA CN2 È COME PASSARE DAL DUE TEMPI AL QUATTRO TEMPI”.

Davide Uboldi, subito vincente ieri a Vallelunga al debutto sulla Ligier JS P3 di Eurointernational, spiega le differenze tra le due categorie. Per il Campione Italiano Sport Prototipi i due diversi concetti di Sportscar possono offrire un confronto tecnico interessantissimo.

 

 

Scendere in pista dopo aver chiuso lo sportello, anche se ad ala di gabbiano, è stata la prima novità che Davide Uboldi ha ritrovato in questo weekend a Vallelunga.

Con una carriera spesa tra formule e Sport Prototipi e solo qualche sortita in GT, la visiera del suo casco è stata sempre battuta da flussi d’aria.

Alla prima uscita sulla Ligier di Lmp3 schierata dalla Eurointernational per la 6 Ore di Roma è arrivata perciò l’occasione per un nuovo punto di vista.

Un debutto festeggiato subito con la vittoria perché la JS P3 guidata dal Campione Italiano Sport Prototipi in carica, dal suo predecessore Giorgio Mondini e da Andrea Domedari, ha letteralmente dominato dal 49esimo dei 222 giri percorsi e dopo un testa a testa iniziale con la Ferrari 488 GT3 della Kaspersky Motorsport condotta da Giancarlo Fisichella, Alexander Moiseev e Marco Cioci.

“Sono davvero felice per questa vittoria – ha dichiarato sul traguardo della gara romana - ho preso il feeling giusto ed ho fatto uno stint di livello. Non avendo mai provato prima questa macchina è significato davvero tanto”.

“Comunque già nelle Libere ero rimasto sorpreso di me stesso. Debuttare nelle condizioni peggiori che ci siano perché il fondo era umido, farlo con le slick quando tutti avevano le rain e poi fare il secondo tempo assoluto, è stato davvero impressionante. Fisichella ad esempio le slick le ha messe solo all’ultimo giro. Senza pensare poi, lo abbiamo visto in telemetria, che ero sotto di 2”1 quando ho preso bandiera rossa alla Esse, altrimenti avrei firmato il miglior tempo”.

“In qualifica poi ho girato con gomma vecchia per scaldare la macchina, ma ho preso una serie di bandiere rosse. Praticamente non ho girato. Poi soffrivamo un fortissimo sovrasterzo, ma in vista della gara siamo tornati alle soluzioni di partenza. Credo di aver contribuito ad individuare il setting giusto”.

“Pensando alla sensazioni provate su una macchina che non conoscevo, devo dire che la Lmp3 Ha una coppia strana. È meno rabbiosa di un CN2. È la stessa sensazione di quando si passa da una moto a due tempi ad una a quattro tempi. La Lmp3 ha una erogazione più fluida e gira ad un regime di rotazione più basso. Anche come dinamica, le reazioni sono meno violente rispetto ad un CN2 e si sente anche il maggior peso. Dall’abitacolo avverti subito una visuale molto più ridotta. Il parabrezza limita, ma quando punti davanti non ci sono differenze. I limiti li hai nella vista laterale, quando curvi. Nel CN2 puoi osservare anche il punto di corda, proprio come una formula, ma qui invece non ci riesci. Comunque è veramente bella, fa una scena incredibile”.

Volendo avviare un confronto prestazionale con le CN2, salta all’occhio la pole position assoluta siglata dalla Wolf GB08 1.6 Turbo di Ivan Bellarosa e Guglielmo Belotti in 1'30.718, di fatto in linea alla pole di Marco Jacoboni nella tappa tricolore dello scorso anno in 1'30.871 con la Osella della Progetto Corsa.

1'30.869 invece il tempo siglato da Mondini per la prima fila della 6 Ore dove è poi mancata la biposto della Avelon Formula per un inconveniente tecnico.

“Io ricordo anche che nel 2007, quando ho vinto la 6 Ore di Vallelunga con la Norma BMW di CN4 del WRC insieme a Franco Ghiotto e Marco Didaio, feci la pole in 30”9 – aggiunge Uboldi - Ed a Vallelunga Mondini ha girato in 30”8, ma davvero sudando. Credo perciò che ci sia grande equilibrio tra le due categorie. Non dimentichiamo poi che siamo stati davanti alla Ferrari 488 di Fisichella con una vettura che costa un terzo…”.

 

News: www.acisportitalia.it

 

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