DAVIDE UBOLDI, IL POKER NEL CAMPIONATO ITALIANO SPORT PROTOTIPI L'HO SERVITO CON LA LIGIER.


Per il pilota comasco il quarto titolo tricolore di categoria arriva con la biposto francese schierata da Eurointernational e dopo aver già vinto con Norma ed Osella. Un panorama tecnico delle Sportscar esplorato anche nelle motorizzazioni, dal 3 litri BMW di CN4 al 2 litri Honda di CN2.


Di allori tricolori ormai ne ha una collezione.

Iniziata nel Campionato Italiano Formula Tre nel 2000 e poi proseguita nel Campionato Italiano Sport Prototipi dove si è subito accreditato tra i fuoriclasse della categoria.

Di quelli che se non vincono, arrivano sul podio.

Non stupisce perciò che la stagione 2016 abbia incoronato per la quarta volta Davide Uboldi, il pilota comasco quest’anno sei volte vincitore ed altre cinque volte sul podio nelle 12 gare disputate al volante della Ligier JS53 EVO 2E schierata da Eurointernational.

Un ruolino di marcia ancora una volta impressionante e che aggiunge un’altra porzione di valore alla corona tricolore di Uboldi, perché conquistata con il terzo costruttore diverso.

“È molto importante per me – ha commentato dopo il suo quarto titolo tra gli Sport Prototipi, il primo con la Ligier – è una soddisfazione in più. Ho corso e vinto il titolo con la Norma e con la Osella e con motori sia BMW 3.000 che Honda 2.000. Purtroppo non ho potuto vincere il titolo con la Lucchini. È stato Giorgio Lucchini a lanciarmi su questo tipo di vetture ed ho corso con Lucchini per quattro anni, stupendi. Purtroppo non siamo riusciti a coronare questo lavoro insieme con la vittoria del Campionato. È per questo che dedico questo titolo a lui”.

Per continuità e rendimento Uboldi si conferma riferimento assoluto, un metro di confronto al quale anche i più giovani potrebbero ispirarsi.

“Sono in questa categoria da più di dieci anni, ma è una sfida continua. È una categoria molto selettiva e permette di imparare tanto. Dovrebbe essere più considerata dai giovani che veramente pensano al professionismo. Diversi piloti che si sono approcciati a questa categoria e che magari qui hanno anche avuto difficoltà, poi dopo hanno avuto successo in altre categorie superiori. Questo vuol dire che è una vettura che insegna tanto e va forte. Certo magari noi non siamo più giovanissimi, ma il piede lo teniamo giù e possiamo essere una preziosa occasione di confronto. Lo Sport Prototipo rimane la macchina più bella che ci sia. Anche più di un formula. È una formula a ruote coperte, sfrutta anche di più l’aerodinamica e magari in gara permette anche più bagarre. I giovani dovrebbe avvicinarsi a questa categoria. Senti tanta potenza, tanta velocità in curva ed i tempi sul giro sono straordinari”.

Una stagione si è ora chiusa e si guarda al futuro. Cosa vorrebbe ora il quattro volte Campione Italiano Sport Prototipi?

“Dove voglio arrivare? Non so. Non ti nascondo di aver anche pensato di smettere. Sono felice di tutto quello che ho ottenuto. Ho vinto tanto, ma accumulo sempre tanta tensione come se fosse la prima volta. E questo magari alla lunga un po’ pesa. L’unica cosa certa è che se continuerò correre, lo farò solo con gli Sport Prototipi”.


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